Non ricordo neanche quanto piccolo fossi, ma mi innamorai di un piccolo oggetto rotondo da calciare coi piedi.
Volevo fare il calciatore, per cui a 5 anni misi gli scarpini e cominciai a rincorrere questo sogno.
Se sono qua a raccontarvelo, non ho avuto talento ne testa per realizzare il mio desiderio.

Non avevo idea di “cosa fare da grande” e non avevo mai sentito una vera e propria vocazione.
So solo che odiavo le cose fatte per costrizione e avevo una paura terribile di fallire nella vita.
Per svariati motivi scelsi come scuole superiori l’istituto tecnico per geometri. Ovviamente, dato che sono portato per le materie umanistiche.
In realtà fu solo una sfida contro me stesso per combattere la paura che prima accennavo.

In quegli anni capitarono alcune cose personali grazie alle quali cominciai a formare il mio carattere.

Portato a termine le scuole superiori cominciai a capire che al di là delle attitudini di ogni persona, con il lavoro e la fatica spesso le cose si ottengono.
Prima regola di vita imparata: testa, lavoro, disciplina.

Iniziai cosi a lavorare in uno studio di architettura per dare seguito ai miei studi.
Trovai una persona fantastica (che ringrazierò sempre per quello che ha fatto a livello personale)
ma anche un eccellente architetto che mi fece amare il mondo dell’architettura.

Dopo un anno di smarrimento cambiando settore, cominciai quasi per caso a lavorare in un’azienda di pavimenti, rivestimenti e arredo bagno.
I datori di lavoro si accorsero subito della mia predisposizione a lavorare con le persone e intrapresi il percorso per diventare un commerciale.

Dopo un periodo meraviglioso di 5 anni con una vera e propria famiglia, la vita mi mise davanti un’altra sfida molto dura:
il fallimento dell’azienda con la conseguente la perdita del lavoro e non solo.
Non scendo nei particolari, ma il bivio era affossarsi o rimboccarsi le maniche. come potete intuire scelsi la seconda via.
Per non perdere i 5 anni precedenti scelsi così di diventare un consulente autonomo in un altro show room.
Ovviamente non é stato semplice, ho dovuto cambiare forma mentis e modus operandi, ma é venuta fuori la parta forte del mio carattere.
Come dicevo prima: testa, lavoro, disciplina.

Tutt’ora lavoro in questa realtà, che mi ha fatto capire quanto importante sia la formazione, la conoscenza, la competenza, la cultura.

Di tutto ciò faccio tesoro e lavoro per migliorarmi ogni giorno.

Emiliano Madia

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